di Maria Roberta Resina

Dal 19 marzo si è aperta a Torino una mostra dedicata a Tamara de Lempicka che con un centinaio di opere permetterà al pubblico di approfondire la vita e il lavoro della famosissima pittrice. La mostra curata da Gioia Mori racconta la vita di Tamara tra l’Europa e l’America a partire dagli anni giovanili, quando era una delle donne più apprezzate dalla mondanità parigina nei famosi “anni folli”, gli anni tra le due guerre mondiali, fino agli anni cinquanta, passati tra New York e Los Angeles lontana dalle dittature.
Pittrice di talento è più conosciuta per la sua vita sregolata, per gli scandali e gli amori promiscui, che per la sua arte.

Con una vita diventata leggenda per sua stessa volontà sarà un’icona di stile, intelligente e cinica quanto basta per vivere nel lusso tra stazioni termali alla moda e casinò, ricamandosi addosso una biografia fatta di successi e riconoscimenti.

Sostiene ad esempio di essere nata a Varsavia nel 1898 ma i documenti dimostrano la provenienza russa, da Mosca, nel 1895. Anche il luogo di nascita della figlia viene modificato, al posto di San Pietroburgo il 16 settembre 1916, risulterà una più elegante origine parigina. Per quanto riguarda l’esordio artistico dichiara di aver esposto per la prima volta nel 1923 al Salon di Parigi, con grande successo di pubblico, ma sono stati trovati documenti che anticipano la data di un anno al Salon d’Automne del 1922, con recensioni non proprio favorevoli. Queste “correzioni” sono un chiaro esempio di come la Lempicka abbia spesso manipolato l’immagine che voleva dare di sé.

Ciò nonostante il suo successo è indiscutibile.

tamara-de-lempicka-autoritatto-torino-2015 web piccolaCapace di elaborare opere in cui la lezione cubista si traduce nella struttura nei corpi ridotti ad elementi geometrici puri, utilizza una scala cromatica di pochi colori stemperati da un uso sapiente del grigio per donare raffinatezza ed eleganza.
Arrivata a Parigi nel 1919, assiste al superamento delle avanguardie artistiche e sente la necessità di un ritorno all’ordine. Frequenta la scuola del simbolista Maurice Denis da cui apprende l’importanza della decorazione rispetto alla resa naturalistica del soggetto, i personaggi vengono bloccati in pose ordinate e saldamente costruite da linee geometriche. La lezione dei grandi maestri del passato come ad esempio Ingres e Pontormo è fondamentale per un uso sapiente del disegno, del colore e della costruzione tridimensionale.
Anche Andrè Lhote, altro suo maestro ma di formazione neocubista, insiste sulla necessità di adoperare uno stile raffinato tendente alla perfezione, alla leggerezza .

Tamara-de-Lempicka-Andromeda-incatenata web piccolaMai essere volgari e scontati, regola che Tamara adopererà anche nella vita, dando grande attenzione alla scelta dell’abbigliamento, degli accessori e della mimica corporea.

Frequentatrice ricercata dei migliori salotti europei prima e americani poi, conoscerà Joice, Cocteau, Poiret, Isidora Duncan, Marinetti, D’Annunzio, fino a Tyron Power e Greta Garbo.

La sua sarà una vita eccentrica ma privilegiata. I suoi ritratti diventeranno il simbolo di un’epoca che scorre al ritmo di tango e charleston, tra fiumi di champagne e passioni vissute intensamente.

 

Mostra: TAMARA DE LEMPICKA
Torino, Palazzo Chiablese
19 Marzo-30 Agosto 2015

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