di Antonella Torresani

Nutrirsi fa parte dei bisogni primari dell’uomo.
Lo psicologo statunitense A. Maslow (1908-1970) sostiene che l’emergere dei bisogni più alti dipende dalla soddisfazione dei bisogni più bassi.
Solo dopo aver saziato la fame sentiremo la necessità di appagare il bisogno di sicurezza.
Un sano e completo sviluppo della persona è condizionato dall’adeguata soddisfazione dei bisogni.
Come una privazione di acqua, calcio, vitamine ecc.. produce disturbi organici, così una mancanza di sicurezza, di stima e di amore produce disturbi psicologici.

piramide

Quindi alla base c’è la nostra casa, cucina e tavolo dove poter condividere il pasto con chi amiamo.
Il momento in cui ci nutriamo, se vissuto con le migliori intenzioni, è magico, sia se si è una famiglia o un single, perché riesce ad appagare vari gradini della Piramide di Maslow.

Quando siamo all’interno della cucina ci comportiamo come un chimico in laboratorio, trasformiamo gli ingredienti, ed il prodotto deve prima di tutto soddisfare noi stessi.
Dentro al piatto che prepariamo riverseremo tutto il momento che stiamo vivendo e, perciò, dobbiamo sempre chiederci sel cucinare è per noi un dovere, un piacere o solamente un’abitudine.

Il nostro cibo, se preparato per abitudine o per dovere, anche se preparato con accuratezza, avrà poco valore e pochissima energia e probabilmente lo serviremo con una espressione del viso da cui trasparirà il nostro stato d’animo.
La soluzione è sostituire il verbo dovere con potere, io posso decidere se cucinare o meno..!

In cucina si può meditare, ci sono sia i tempi e procedimenti da seguire e porre attenzione alla tecnica ma la ripetizione dei movimenti ti permette di lasciare scivolare i pensieri quotidiani e vuotare la mente…. sempre ponendo attenzione a tagli o bruciature.
A volte la vita ti presenta degli imprevisti e quindi si sale e si scende dalla scala dei Bisogni di Maslow. In quei momenti è importante ritrovare il proprio respiro, regolare il proprio cuore allontanando i brutti pensieri, cercando quello stato di non pensiero.

Io cerco di meditare ogni volta che cucino.

L’esperienza di un grave incidente in cucina mi ha confermato che la consapevolezza, “essere qui e ora”, base della pratica dello yoga, non si applica solo nelle condizioni ottimali, con musica e mantra in una stanza ad hoc, ma nella vita quotidiana dando un valore aggiunto a tutto ciò che facciamo con particolari risultati in cucina.

Non avete mai meditato? Si possono prendere lezioni e/o leggere libri sull’argomento ma nel frattempo cominciate ripetendo mentalmente, per 108 volte “Io sono in pace“.

Provate, in particolare, nelle condizioni in cui vi sentite nelle condizioni di dovere, di noia, di abitudine ma soprattutto in cucina…..