di Stafania Campitiello

Chili di troppo o troppi pochi chili. Questo è il dilemma di ogni donna.

Quante volte è capitato di andare per negozi con le amiche e proprio la più magra da dentro al camerino ci diceva: “Non mi sta bene nulla!“. Allora la pressione si alza e i nervi affiorano: non mi starà mica prendendo in giro? Proprio no. No perché il punto non è pesare cinquanta chili o novantaquattro, il punto è sentirsi belle, riuscire ad essere come vogliamo.

Non vi annoierò parlandovi di come ci si veste da donna tutta curve, non ci sono regole ferree. Il primo passo verso il ben vestire è sapersi vedere. Guardarsi allo specchio e conoscersi. Va bene essere una donna in carne, ma dobbiamo conoscere quali sono i punti deboli, seno, pancia, gambe, fianchi o sedere che sia. Non c’è nulla che non si possa riparare con il taglio, la linea, il tessuto giusto.

Tutto parte dalla scelta dell’intimo, non è vero che “tanto nessuno me lo vede” oppure “mio marito non ci fa caso“. Ci farà caso chiunque per tutto il resto della vostra giornata. Uno slip che non segna il fianco, un perizoma che non risalti l’abbondanza del vostro lato B fanno la differenza. Prendiamo in considerazione slip a vita alta o panciere elastiche senza immaginarci come le nostre nonne. La moda è andata avanti e anche quella intima ha fatto passi da gigante! La stessa cosa vale per il seno. Un reggiseno strutturato che tiri su le abbondanze senza farle fuoriuscire dai lati sbagliati, senza appiattire il seno o strizzare la ciccia sulla schiena, o un bustino che contenga il gonfiore dello stomaco.

Indossare un abito o una gonna piuttosto che un leggins non significa nascondere il problema, anzi, vuol dire utilizzare le forme senza evidenziare i punti critici. Un pantalone lungo dal tessuto morbido abbinato ad una camicetta o una blusa piuttosto che jeans e maglietta. Lasciamo che i materiali scivolino sul corpo, via la lycra che sta bene a chi forme non ne ha o forse nemmeno a loro. Sono sempre i modelli, i tagli a fare la differenza nell’abbigliamento. No a balze, volant o capi arricciati che creano un effetto rotolo magari anche dove rotoli non ce ne sono e allargano la figura più del necessario.

Si a tacchi e no a scarpe rasoterra. I chili di troppo affaticano ma qualche centimetro in più allunga la gamba e alza il fondoschiena. Non serve usare tacchi da sfilata o scarpe da paura per alzarsi da terra!

Vestirsi non significa coprirsi con qualche cosa, vestirsi significa comunicare.

E comunicare in modo giusto è il nostro obiettivo ogni mattina!