di Roberta Cassani

Qualche tempo fa, abbiamo chiesto a Roberta di raccontarci la sua storia per la nostra rubrica “io al quadrato”: del perché e del per come, ad un certo punto, le sia scattata una molla che le ha fatto lasciare un lavoro “serio” e cambiare completamente vita.
Il risultato non è stato esattamente quello che ci aspettavamo, perché Roberta di storia, ce ne ha raccontata un’altra!
Ma leggendo il suo articolo abbiamo capito che, in fondo, suo
 a modo, ci ha svelato tutto e che si tratti di vita vera o di albi illustrati, la morale è sempre quella: la vera felicità dobbiamo trovarla dentro a noi stessi.
Buona lettura!

 

Le mie amiche mi hanno chiesto di scrivere qualche cosa che celebri i sogni e l’importanza di crederci.

Mi hanno detto, per la verità, Robbi racconta la tua storia!

Come se la mia storia facesse sognare…non scherziamo, al massimo fa fare qualche volo pindarico a me, con relativi ruzzoloni e cadute libere quando di tanto in tanto mi sveglio.

Reputo che per voi sarebbe sicuramente più interessante sentire altro.

E allora ho pensato di parlarvi di un libro incredibile, che guarda caso mi è capitato sottomano questa mattina e che è uscito da poco per Mottajunior.

Illustrazione di Gus Gordon tratta dal libro Herman and Rosie edito da Mottajunior

Junior? direte voi. Un libro per bambini?

Esatto, un albo illustrato.

Sicuramente è per bambini, ma se avrete la fortuna di leggerlo e di perdervi tra le sue pagine alla fine vi chiederete se non sia perfetto anche per i grandi.

Dunque, si tratta di “HERMAN E ROSIE”, di Gus Gordon, strepitoso illustratore e autore australiano, che nel 1996 ha illustrato il suo primo libro per bambini e da allora ne ha messo felicemente in cantiere
ben altri settanta.

Ma torniamo alla nostra storia.

Nei risguardi del volume ritroviamo una vecchia piantina di New York, con la sua rete di strade ordinate e tre frecce che ci trascinano subito a capofitto nelle vie, precisamente alle abitazioni di Herman e di Rosie e in un altro luogo di cui capirete l’importanza strategica in fondo alla storia.

“Alla fine, dopo un’esperienza di diversi mesi, ho deciso che ( New York ) è un magnifico deserto – una cattedrale della solitudine dove lo straniero è SOLO in mezzo a milioni di persone, straniere come lui” Mark Twain, 5 giugno, 1867.

Così riporta l’autore in apertura.

Avete capito dunque dov’è ambientata la storia?

Ebbene sì, siamo nella grande mela ed Herman e Rosie vivono lì, nella stessa strada trafficata, ma ognuno per conto proprio, in due palazzi vicini.

Herman è un coccodrillo e Rosie una cerbiatta, per la cronaca.

Non si conoscono, ma si incontrano continuamente, senza vedersi, ognuno perso nella propria esistenza ordinaria e allo stesso tempo straordinaria.

A far brillare le loro giornate sono passioni piccole e grandi, che li fanno volare al di sopra della quotidianità bislacca.

Herman suona l’oboe e Rosie canta.

Li seguiamo di pagina in pagina, in questa città di carta, rappresentata in maniera incredibile, mischiando il disegno alla fotografia, il colore a brandelli di vecchi quaderni o a carta millimetrata.

Il collage si sbizzarrisce ma non si impone e il dettaglio ci cattura.

Pezzi di articoli di giornali diventano grattacieli, vecchie cartoline postali accolgono le illustrazioni come fotogrammi e persino l’impronta di caffè lasciata dalla tazza dell’illustratore trova una sua collocazione coerente.

Insomma è un tripudio creativo che non può che stregare.

E la storia? direte voi.

Non penserete mica che ve la debba raccontare per filo e per segno?

Vi dirò soltanto che i due si rincorrono senza saperlo, Rosie seguendo le note dell’oboe di Herman ed Herman rincorrendo la voce di lei che sente cantare spesso.

Si troveranno?

Eccome se si troveranno!

Dovranno prima passare qualche guaio però, come in ogni storia che si rispetti.

Cadranno in qualche trappola del destino, di quelle che ci spengono e che ci fanno fare pensieri bui, ma soprattutto che ci fanno scordare le nostre passioni.

Ma torneranno ad essere felici insieme i nostri due amici?

Fermi tutti, è qui il nocciolo della questione!

Torneranno ad essere felici prima ognuno per conto proprio, risvegliati dalle proprie passioni, stregati da quella gioia di vivere che si innesca d’un tratto senza motivo, o forse per una serie di motivi non afferrabili.

E sarà questa felicità ritrovata a farli incontrare, sulla traccia di quella musica che suona per entrambi sulle stesse note.

Messaggio potente, di quelli che fanno luce dentro.

E insomma arrivi in fondo all’albo e subito ti viene da tornare all’inizio, per perderti nelle illustrazioni e ogni volta che ti fai daccapo trovi dettagli che ti erano sfuggiti.

Così raccontano i grandi autori, parlando di cose immense con quella leggerezza e quell’ironia che le rendono semplici.

E adesso ditemi se non è stato meglio che vi parlassi di questa meraviglia, piuttosto che raccontarvi di come la sottoscritta prima vendesse supposte e ora scriva seguendo la sua musica…