di Sabrina Landini

Innanzitutto mi presento: mi chiamo Sabrina Landini e lavoro nel settore stilistico-formativo dei capelli da più di trent’anni. Collaboro con varie aziende del settore sul territorio europeo prestando la mia opera sotto forma di parrucchiera, organizzatrice di corsi di formazione e sfilate.

Da qui il mio costante contatto con il settore dell’immagine, ahimè diventato il punto di riferimento primario della maggior parte delle ragazze (nonché donne) del nostro paese ed oltre. Sono qui, su questo blog, per lasciare un messaggio in controtendenza con le abituali linee guida della moda in generale. Comincio con un cenno storico, anzi preistorico: non dobbiamo dimenticarci che l’ideale di bellezza nelle famiglie primitive erano le donne di corporatura più che abbondante: erano simbolo di prosperità, fertilità, sicurezza e accurata gestione della famiglia. I parametri poi sono cambiati nei secoli, sino ad arrivare ai giorni nostri.

In Italia, nello specifico, tutto è cominciato con l’avvento delle televisioni private, dove programmi come “Colpo Grosso” con Umberto Smaila ed il più famoso “Drive In” hanno introdotto per la prima volta la figura della donna magra con il seno grosso, diventata e rimasta ancora oggi l’icona per eccellenza nell’immaginario collettivo, soprattutto quello maschile. Il marketing e l’evoluzione della tecnologia hanno fatto il resto, introducendo termini sempre più restrittivi per le taglie “doverose” da indossare, cedendo anche alla grandezza del seno. Pensiamo a Sofia Loren, a Gina Lollobrigida e l’indimenticabile Marilyn: bellissime donne, al limite del giunonico, ma simboli primi di una bellezza copiosa, abbondante e generosa. Ora sarebbero giovani infelici e nessuno le vorrebbe, tanto meno in qualche film.

Qualcosa, però, sta cambiando. Io stessa ho notato quanto, a volte, siano stressate ed infelici alcune modelle condannate ad essere iper-magre. Condannate ad una vita di pochissime calorie, qualche sostanza per tenersi su, e mai un sorriso completo, di serenità, di felicità sentita e non apparente, di calore umano. Persone magnifiche, ma chiuse in una “gabbietta” d’oro…  Recentemente però, in occasione di alcuni set fotografici, ho avuto l’occasione di collaborare con modelle più rotonde, più abbondanti, e la resa delle foto è stata il doppio se non il triplo di quelle solite. Innanzitutto siamo riuscite, insieme, a sfatare un mito: anche le donne formose possono avere un taglio corto. Se ben studiato ed adattato ai lineamenti, il taglio corto esalta ancora di più la serenità e senso di bellezza interiore di queste donne. Il taglio lungo viene visto come una sorta di “compensazione” per farsi perdonare i cosiddetti chili in più: ma non è così. Bisogna osare, essere coraggiose ed affrontare la propria immagine “abbondante” con ardore e sentimento.

Bisogna prima piacersi e poi mostrarsi.

Le nuove frontiere della moda, dopo i disastri sociali dei disturbi alimentari, saranno costrette ad allargarsi anch’esse, e ritornare ad esaltare la figura naturale dell’essere umano e conseguentemente della donna. Cosa che, peraltro, è già successa nelle scarpe: abbondano i numeri dal 39 al 43, nel mondo femminile. Ho due figlie adolescenti che ne sono le prime testimoni. Da parte mia, trovandomi a diretto contatto con i parrucchieri, che hanno tutti una clientela più che variegata, sono sempre attenta alle esigenze di tutte le donne. A valorizzare il loro aspetto come estensione del proprio io e non come richiamo alle foto di qualche starlette del cinema. Sperando quindi di essere, nel mio piccolo, protagonista anch’io di questa battaglia alla magrezza a tutti i costi.

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