di Isabella Giussani

Ho scelto di trattare il tema della depressione e dei disturbi alimentari visto che sono patologie in forte crescita negli ultimi anni.

Sono malattie oggetto di diverse discussioni e di diversi punti di vista, e solo con estrema difficoltà si riesce a capire il perché della loro comparsa e quale cura consigliare.

Spesso i metodi più veloci, e forse più superficiali, sono quelli più consigliati, come l’uso di psicofarmaci e altri medicinali nati in laboratorio, mentre le soluzioni che ci regala la natura vengono messe in secondo piano.

Gli psicofarmaci non sempre sono necessari, la scelta di prescriverli dovrebbe avvenire di concerto tra la persona malata e il proprio psicoterapueta!

Parlo di questo delicato tema perché l’ho vissuto in prima persona e perché spero che queste mie parole sollevino un dibattito e ispirino qualche riflessione in chiunque leggerà queste righe.

Purtroppo alcuni programmi televisivi, e/o alcuni articoli, relativi ai disturbi alimentari e alla depressione, sono molto superficiali: non approfondiscono veramente il tema e non danno importanza alla persona in quanto tale.

Nonostante si parli tanto di anoressia e di disturbi del comportamento alimentare, l’ignoranza dell’opinione pubblica riguardo a queste delicate malattie è “spaventosa”.

Spesso si crede che i disturbi alimentari siano legati solo ed esclusivamente alle ragazze che inseguono il sogno di diventare modelle.

Chi dimagrisce, chi si fa mangiare dalla malattia, ha un malessere talmente profondo, silenzioso e insoluto da  desiderare l’invisibilità.

I disturbi alimentari hanno radici più profonde delle immagini proposte dai media.

Con questa affermazione non voglio discolpare totalmente la moda e/o la televisione e i vari modelli “malati” proposti, anzi…

Il bisogno di apparire, di essere sempre al “top”, di dimostrare di essere più di quello che si è, sono infatti alcuni dei sintomi dell’anoressia, e possono essere accentuati dalla pubblicità, dai media o dalla richiesta della società.

Questi bisogni però nascono da una ricerca di soddisfazione personale nella vita “reale”, all’interno della dimensione famigliare, nei rapporti di amicizia; ogni giorno l’insoddisfazione cresce facendo pensare di essere sempre più inutili, falliti, inadatti e disarmonici con il mondo che ci circonda, fino al punto di voler sparire, essere invisibili appunto.

Dall’anoressia non si guarisce “mangiando di più”, dall’anoressia si guarisce lottando contro una depressione nascosta, silenziosa e in alcuni casi anche mortale, motivo per il quale è necessario avere al proprio fianco uno psicoterapueta.

Dare voce a questo malessere, ritrovare l’armonia e l’amore per se stessi, è la chiave ma la ricerca è difficile e molto dura.
La chiave giusta per aprire la porta della guarigione le hanno tutte le persone che soffrono di questi disturbi, solo che nel mazzo ci sono cosi tante chiavi, che trovare quella giusta, comporta una lunga ricerca dentro se stessi.

I disturbi alimentari non sono una malattia di solo “stomaco” ma di “mente e spirito”e mente e spirito in equilibrio significano salute!!!!

Purtroppo ammettere che non si sta bene, che dentro di noi “qualcosa si è spezzato” è molto difficile in quanto ci fa provare dei sentimenti di disistima e fallimento.

Temiamo i giudizi delle persone attorno a noi, e spesso, non è più la persona in se stessa ciò che conta, ma l’immagine che riflette.

Sono mille le porte che si trovano in questo labirinto chiamato depressione e/o disturbi alimentari, ma la natura può porci una mappa e mostrarci la chiave e la strada giusta.