di Max Caiti

Ciao amici e amiche,
mi chiamo Max Caiti e sono una persona che cerca.

È stata la mia fortunata ossessione fin da quando ero piccolissimo.

Non mi sono mai fermato davanti al “….è così, perché è così, perché è sempre stato così”.
Spesso le mie domande erano troppo scomode, ma non mi sono scoraggiato e ho continuato a cercare.

Poi, 18 anni fa, ho incontrato il teatro e questo mi ha messo in connessione profonda con me stesso e con le mie emozioni, sconvolgendo alla base ciò che ero.

Oltre al teatro faccio corsi di PNL e approfondisco elementi di comunicazione applicata.
Ciò ha portato e porta tuttora a risultati e a consapevolezze che cominciano a dare risposte alle domande che mi sono fatto da sempre.

La prima consapevolezza è quella dell’importanza vitale di capire chi siamo realmente.

Questo è fondamentale, perché è il solo modo per potere vivere appieno la propria vita. La comunicazione è un aspetto sostanziale in questo processo.
Sia la classica comunicazione con gli altri, dai colleghi alle persone più vicine a noi, ma soprattutto la comunicazione con noi stessi.
Sono convinto che la qualità della vita dipenda molto da questo processo.
Gestirlo in modo corretto, con il carico di emozioni che comporta, è straordinariamente efficace per portare pace nella vita di tutti i giorni.

La seconda consapevolezza, che si può acquisire solo dopo avere digerito la prima, è l’accettazione.

Una volta che sai chi sei, e sei veramente centrato sulla tua essenza, il mondo diventa solo una conseguenza, un teatrino che ti gira attorno, ma che non ti scuote più di tanto.
C’è chi ha proposto la metafora di una giostra per bimbi.
Più sei lontano dal tuo centro vitale e vivi alla periferia della giostra, più il mondo scorre velocemente e ti senti sballottato. Più stai al centro e più tutto è fermo e stabile.
Solo se sei veramente su un’ideale punta di spillo, nel centro assoluto, allora il mondo gira, ma tu sei completamente immobile e sereno.

È normale che in un mondo così materiale come  quello in cui stiamo vivendo, così legato all’immagine e all’opinione degli altri, molti di noi vivano proprio all’estrema periferia di quella giostra, sempre insicuri, sempre alla ricerca di conferme, sia sentimentali, che intellettuali, che fisiche.

In una società che va ai mille all’ora non ci sentiremo mai sufficientemente preparati, intelligenti, belli; questa è la causa della malattia del secolo: la depressione!

Ed è per questo che proprio attraverso l’improvvisazione teatrale che da così tanti anni faccio e la didattica della PNL ho appreso una cosa che vi lascio come riflessione finale: “Nessuno sarà mai sufficientemente preparato, allenatevi ad essere pronti”.

Insomma lo dicevano anche i latini: Carpe Diem.