I negozi “one size fits all” (che presumibilmente vestono tutti tipo di corpi) sono sempre più comuni.

Attualmente, molti marchi di abbigliamento hanno adottato questa modalità di vendita dei vestiti.

Il fatto che un indumento possa adattarsi ad ogni corpo è del tutto irrealistico.

Anna ed io con forme diverse ma più o meno la stessa taglia, abbiamo sperimentato che non esiste un capo che si adatti ad ogni corpo. Per gioco abbiamo preso dai nostri guardaroba diversi vestiti: tanti che ad Anna stavano benissimo su di me erano proprio inguardabili e viceversa.

Allora io mi chiedo: se siamo tutti diversi, perché questa tendenza al “one size”?

Si parla spesso del fatto che ognuno di noi deve avere una propria identità, che senso ha creare abiti taglia unica?

I dati mostrano che per una donna trovare un capo adatto alle sue forme richiede tempo e pazienza. Senza dimenticare che può diventare un incubo e una frustrazione.

È vero che, anche in questo, il corpo femminile, con la sua varietà di forme, è più complicato da vestire ed è quasi impossibile standardizzare le taglie: credo che per gli uomini sia più facile dal momento che fisicamente hanno una struttura più regolare.

Avranno pensato gli stilisti amanti del “one size” a come si sente una donna nello scoprire che un abito che dovrebbe stare bene a chiunque le sta invece malissimo? La percezione che ne deriva è quella che sia il fisico ad essere sbagliato e non l’abito. E ciò indipendentemente dalla taglia che si porta. Niente di più frustrante!

Ma questo non è tutto, vogliamo parlare di vanity sizing?

Accade quando i marchi di abbigliamento aumentano volutamente le dimensioni di una taglia per far sentire meglio le acquirenti; le donne si illudono di indossare una taglia inferiore rispetto a quella reale. Questo viene “giustificato” come un mezzo per combattere l’anoressia e i disturbi alimentari. Pertanto, una ragazzina di 15 anni che nella realtà indosserebbe una taglia 42 oggi entra perfettamente in una 38 di alcune marche.

In realtà è una questione di marketing. Chi si sente grassa ha meno voglia di investire nel suo guardaroba.

Questo cambiamento, da un lato è il tentativo degli stilisti di “adeguarsi” ai cambiamenti fisici della popolazione, che non rimane stabile nel tempo, dall’altro è soprattutto motivato dal fatto che le donne si sentono più magre e felici del loro aspetto e quindi restano fedeli al marchio.

Prova ne è che le taglie non corrispondono più da una marca all’altra, e nemmeno da una boutique all’altra nello stesso centro commerciale.

Abbiamo fatto un esperimento controllando due noti negozi di abbigliamento on line caso.

Abbiamo controllato la misura della vita dei pantaloni taglia 42.

I risultati in centimetri? Il primo 77; il secondo 70.

Fino a 7 centimetri di differenza!

Sapete che in base alle tabelle di misurazione utilizzate da medici e nutrizionisti, per passare da un pantalone di un negozio all’altro della stessa taglia bisognerebbe perdere circa 5 chili?

Ecco la risposta del perché sul mercato arrivano poche taglie 48/50 anche se sono le prime a finire…

Forse molte donne non si sentono oversize e per questo rifiutano certe ghettizzazioni.

Se nel capo che cercano non c’è il plus size o plus o oversize o taglie comode, è molto meglio. Anche se poi la taglia reale, in fondo, è sempre quella.

I medici spiegano che il sovrappeso ha cessato di attirare l’attenzione. “Oggi vedere una persona in sovrappeso è normale”. Le persone si percepiscono più magre di quello che sono veramente. Così del 70% di coloro che hanno un certo grado di sovrappeso, solo il 30 per cento ne è consapevole. Meno della metà .

Per fortuna ci sono marchi di abbigliamento che hanno lanciato campagne di taglie contro il vanity sizing come Levi’s, che ha creato una nuova linea di jeans femminili Curve ID di grande successo, il cui motto proclama “una questione di forma, non di taglia”. Per sviluppare questo sistema, il marchio sostiene di aver misurato più di 65.000 donne e di aver trovato il modello perfetto di jeans per ogni tipo di corpo.

In conclusione, ragazze vestitevi dove vi pare, ma siate consapevoli!