di Jennyfer Sacotto

Parlare di femminilità senza cadere negli stereotipi?
Difficilissimo.

Per incominciare a scrivere ho dovuto leggere, scavare, ascoltare ciò che accade intorno a me.
La sensibilità al tema mi rende vulnerabile ma allo stesso tempo acuisce la mia visione.

Non voglio avventurarmi in teorie femministe.
Chiaro: in fondo sono una femminista nata anche se la stessa definizione non mi piace.

Anche sedersi a scrivere di femminilità dopo una malattia non è affatto scontato. Cresciamo e sviluppiamo modelli di condotta che ci fanno pensare e comportare in modo stereotipato. Non voglio certo generalizzare, però diciamo pure che una grande percentuale di donne crede che essere femmina significhi ESSERE DESIDERABILE.

Abbiamo basato la nostra visione della femminilità su un modello di bellezza creata dagli uomini.
Se ritorniamo ad una visione classica della donna, scopriamo che il nostro utero era considerato qualcosa di sacro per la sua capacità di accogliere la vita di un bambino.
Ancora oggi la sola parola MESTRUAZIONE crea stupore, viene considerata come una malattia.
Per non parlare della gestazione, vista anch’essa come una malattia che limita la produttività delle donne.
Nell’epoca brahmanica siamo state considerate un prodotto dell’uomo, un pezzo minuscolo e imperfetto che deve essere “aggiustato” e dal quel momento, a mio parere, siamo state troppo disponibili.

Ci siamo fatte così tanto danno: chirurgia estetica, diete che non solo colpiscono il nostro corpo ma anche la nostra mente, le nostre emozioni.

La Dottoressa Carme Valls Llobet (Dottoressa Catalana) dice:
“Il corpo delle donne è stato considerato colpevole dei mali sociali e personali in quasi tutte le culture. I fenomeni fisiologici come le mestruazioni sono state considerate tabù per molti popoli primitivi. La salute fisica e mentale delle donne non è stata investigata dalla medicina androcentrica. La separazione tra corpo e mente, dando priorità alla prima, ha considerato come patologica qualunque manifestazione sintomatica del corpo e sono stati trattati chimicamente eventi naturale come la mestruazione o la menopausa.
Il malessere della donna, frutto delle condizione di vita e lavoro eccessive, si è voluto attribuire all’ansietà e alla depressione, senza considerare gli effetti che lo stress fisico e mentale causano al corpo umano.
La salute della donna risulta ancora INVISIBILE PER LA MEDICINA e il suo corpo è   oggetto del marketing della cosmesi e della chirurgia estetica”.

Siamo capaci di metterci tacchi di 12cm, inizialmente inventati per Re Luigi XIV (Il Re Sole), per compensare la sua misera altezza. A causa della loro scomodità sono stati presto lasciati dagli uomini per divenire un loro feticcio erotico.

A seconda delle epoche, dobbiamo essere lisce o ricce, bionde o castane, pallide o abbronzate, magre o formose, virginali o provocanti con un seno prosperoso, un sedere tondo e le gambe lunghe.

L’altro giorno ho chiesto al mio compagno perché gli uomini avessero una così forte attrazione per il seno grande e la sua risposta mi ha lascito di sasso.
Io con la mia visione romantica di eterna mamma pensavo che ricordasse il benessere prodotto dal petto materno. “E’ la riproduzione di un sedere” mi ha detto. “Come saprai un tempo il sesso si praticava a quattro zampe”.
Il fatto di pensare alla quantità di testosterone che si muove nel mondo intorno a un paio di tette ha distrutto la mia romantica visione materna.

Per essere belle dobbiamo essere molto magre, pelle perfetta, capelli perfetti, labbra grandi cosicché implicitamente ricordino le labbra vaginali, rendendoci più desiderabili. Ci siamo perse pensando che FEMMINILITÀ sia uguale a DESIDERABILITÀ.

Ma certo è proprio questo quello che gli uomini hanno sempre desiderato: farci credere che siamo un loro prodotto e per questo dobbiamo essere loro grate che ci proteggano e ci desiderino.
Ci coprono, ci spogliano, ci operano, ci manipolano.

Beh credo che senza volere ferire le diverse sensibilità posso dire che siamo state mutilate, sezionate e sottomesse…chiaro, questo lo sappiamo…il fatto è che ci siamo conformate al loro volere.

Non siamo vittime, siamo complici.

Ci siamo convertite in vittime della nostra salute invece che protagoniste; prendiamo pillole che fanno disastri in noi perché siamo responsabili della pianificazione familiare, ci bombardiamo di ormoni, ci mutiliamo.

Cos’è dunque la femminilità?

  • È essere donna
  • È vedere il mondo con occhi di donna (senza dimenticare che vediamo più colori che gli uomini)
  • Muoversi NATURALMENTE come donna
  • Sorridere NATURALMENTE come donna
  • Avere la sensibilità di una donna (sesto senso, protettività, la capacità di dare amore, di abbracciare, di toccare e di comprendere senza parole).

 

Cosicché smettiamola di pensare che dobbiamo piacere agli uomini, compiacerli e accettare che ci eleggano.

Oggi mi sento più donna di prima e mi manca un seno.

La mia femminilità non se n’è andata, al contrario, è più presente che mai perché posso sentirmi bella e femminile.

Oggi mi sento orgogliosa di essere donna, anche se il mio seno/sedere ha perso la simmetria.