Di  Maria Roberta Resina

Arriverà anche a Bologna la bellissima mostra dedicata a Escher che sta avendo tanto successo al Chiostro del Bramante di Roma, si inaugurerà il 12 Marzo a Palazzo Albergati e proseguirà fino al 19 luglio.

Potremmo così ammirare oltre 150 opere dell’artista, incisore e grafico olandese, famoso in tutto il mondo per le sue immagini impossibili, illusioni che ancora oggi affascinano e sorprendono.

Classe1898, Maurits Cornelis Escher si iscrive alla scuola di arti decorative di Harlem e apprende i principi fondamentali del disegno e della grafica da Samuel Jesserum de Mesquita.

Dal 1922, anno della morte del maestro e della sua famiglia nei campi di concentramento, inizierà a viaggiare in Italia e in Spagna, luoghi che lo incanteranno e lo spingeranno a rileggere la bellezza del paesaggio naturale in chiave geometrica.

Rimarrà colpito dall’Alhambra di Granada e dalla ridondanza dei suoi elementi decorativi, che lo porteranno alla creazione dei primi disegni periodici, tavole in cui i soggetti, presi in prestito dal mondo animale e vegetale, verranno ripetuti in modo seriale attraverso rotazioni e riflessioni simmetriche.

 “Casa di scale”, 1951

“Casa di scale”, 1951

Dal paesaggio italiano, invece, apprenderà l’eleganza della linea, l’ambiguità della forma e la regolarità dei volumi. In particolare la conoscenza della campagna toscana lo porterà a rielaborare una linea chiara e precisa, sarà influenzato dalle forme antropomorfe della montagna di Pentadattilo, dalla maestosità delle architetture romane. Da questi elementi svilupperà la sua arte innovativa volta a sorprendere l’osservatore giocando sulle leggi della psicologia della percezione e della Gestalt, senza dimenticare le leggi matematiche che dominano lo spazio e la compenetrazione di piani paralleli, in un continuo passaggio tra visione bi e tridimensionale.

Vincolo d'unione 1956

Vincolo d’unione 1956

L’amore di Escher per il mondo della scienza sarà da subito ricambiato dai massimi esperti di logica, matematica e cristallografia, che di lui apprezzeranno soprattutto l’uso razionale della geometria per ottenere distorsioni paradossali.

Il primo contatto con questi ambienti sarà nel 1954, ad Amsterdam, in occasione dell’International Mathematical Conference, dove sarà allestita una mostra con le sue incisioni. Da allora lo scambio intellettuale con studiosi quali Hans de Rijk, Doris J. Schattschneider, e Louis Penrose sarò continuo.

Una volta rientrato in Olanda si dedicherà allo studio di un mondo interiore con la creazione delle sue “visioni”, opere sempre più complesse e affascinanti, rappresentazioni dell’insolito e dell’irrazionale. Anche se il risultato sembrerà tendere ad un mondo allucinato e distorto, Escher non si allontanerà mai da una ricerca profonda delle leggi atematiche.