Si accendono oggi i riflettori sull’edizione 2015 di Arte Fiera, la fiera internazionale d’arte moderna che si tiene ogni anno a Bologna. Ci aspetta quindi un week end pieno di iniziative nel corso del quale sarà possibile apprezzare oltre 2000 opere di 1000 artisti tra grandi maestri e giovani promesse.

Sabato 24 gennaio la notte bolognese si colora di bianco: musei, palazzi storici, fondazioni bancarie, gallerie, hotel, caffè, piazze, insieme alla Pinacoteca e all’Accademia di Belle Arti, festeggeranno l’appuntamento dando vita ad Art City White Night, con una rete di iniziative che conta 160 eventi che si rincorreranno sino alle 24.00.

Noi Bellealquadrato ci siamo messe avanti e ieri pomeriggio siamo andate all’inaugurazione di Cibo da spogliare|foodporninUTILE, una bellissima installazione del movimento artistico Bolognese degli inUTILI, fondato dalla nostra cara amica Silla Guerrini e da Luca Guenzi, a cura di Fulvio Chimento.

Si tratta della seconda tappa di un progetto che vedrà il finale a Milano, in occasione dell’expo 2015, e che ruota per l’appunto attorno al tema dell’Expo milanese - Nutrire il pianeta, energia per la vita – proponendo una serie di esposizioni sul tema del cibo.

Ma cosa vuole rappresentare food porn? Ce lo spiegano gli inUTILI: “Food Porn è un termine coniato per descrivere l’atteggiamento voyeristico che si è diffuso per cui il cibo viene proposto in modo spettacolare, glamour. Accade nella pubblicità, nelle trasmissioni televisive, nei libri di cucina… Una sorta di ossessione per il cibo che diventa glorificazione, attraverso presentazioni visivamente provocatorie e allusive: pornografiche, appunto. Ma è anche la mania di fotografare piatti e pietanze al ristorante, a casa di amici, in situazioni bizzarre, che imperversa non solo tra giornalisti enogastronomici e blogger, ma soprattutto tra gente comune, eterogenea per età, ceto, cultura, unita invece dalla compulsiva attività di condivisione ed esposizione, sui canali social. Abbiamo vissuto, interpretato e declinato questo tema, come sempre in modo ironico, evidenziando gli aspetti sociali che ci coinvolgono: sostenibilità, diversità, ingerenze della Rete, relazioni tra corpo e nutrimento, ossessione per il cibo, per i consumi e conseguenze sulla salute.”

La prima tappa, oramai conclusa, si è tenuta nella bellissima cornice delle Torri dell’Acqua di Budrio a settembre e ottobre 2014, con una splendida mostra collettiva sull’ossessione contemporanea per il cibo, sulla sua spettacolarizzazione e sull’invasione senza precedenti di immagini di food nei media e sui social network.

Al via ieri il secondo step, con l’installazione, in centro a Bologna, di una serie di opere collettive che ruotano intorno al binomio che correla il cibo virtuale e quello reale.

Ecco quindi che il progetto viene diviso in due parti: da un lato il concetto di cibo legato all’appagamento momentaneo, contrapposto al cibo come nutrimento, allo sfamarsi come un dovere e un atto sacro.

Foto di Lorena Zúñiga Aguilera

Foto di Lorena Zúñiga Aguilera

A nostro parere un’opera interessante, che merita senz’altro una visita!

La mostra fa certo riflettere ma è anche ironica divertente e dissacrante, grazie all’installazione interattiva in cui si possono lanciare le freccette contro bersagli che rappresentano proprio i volti delle food star più famose, che quotidianamente ci ossessionano e tormentano con centinaia di programmi di cucina!

Noi l’abbiamo fatto, ed è stato divertente e liberatorio! Volete sapere chi abbiamo centrato? … Segreto!

L’installazione si potrà visitare sino al 25 gennaio presso lo Studio 54 club, in via San Felice 6/b a Bologna e sarà aperta dalle 17:00 alle 24:00.

Andate anche voi, non ve ne pentirete.