Di Roberta Cassani

Cucina, mangia divertiti! Come resistere ad uno slogan del genere?

Questo allegro imperativo racchiude bene lo spirito che anima un grande della cucina contemporanea. Sto parlando di Jamie Oliver, cuoco e conduttore televisivo, che da anni sforna con passione anche succulenti libri di cucina.

Il simpatico ragazzone britannico ha cominciato ad esercitarsi ai fornelli nel pub gestito dai genitori. E da allora di strada ne ha fatta parecchia, passando per le cucine del ristorante londinese di Antonio Carlucci (dove la sua passione per la cucina italiana ha avuto modo di crescere) e arrivando a breve a condurre, per la BBC, la trasmissione televisiva “The Naked Chef”. Ma non perdiamoci per i meandri biografici del nostro uomo.

Torniamo a tavola, o meglio ancora in cucina. Perché è qui che il geniaccio salta fuori, proponendo piatti gustosissimi e per lo più facili da realizzare. In Italia esce da qualche mese la sua rivista JAMIE, che è già da tempo presente in Gran Bretagna e in altri paesi. Tenetela d’occhio e mettetevi ai fornelli, con l’allegria e la passione che suggerisce lo chef Jamie. Perchè cucinare è una gioia e lo è anche il mangiare bene, dove per bene si intende con gusto, ma anche con consapevolezza.

Di cosa?
Della genuinità degli ingredienti, della loro provenienza, delle proprietà nutritive del cibo. E qui c’è da aprire una lunga parentesi per raccontare il lavoro che il nostro ragazzo d’oltralpe ha fatto per dare alla gente, ma soprattutto ai bambini, gli strumenti per mangiar sano.

La Jamie Oliver Food Foundation è una sua illuminata creazione e il progetto è quello di insegnare nelle scuole il valore dell’educazione alimentare come disciplina di pari merito all’educazione fisica e alle altre materie scolastiche. Con la sua autorevolezza Jamie, riesce a convincere parecchie mense scolastiche britanniche ad eliminare dai pasti il cosiddetto junk food, ovvero il cibo spazzatura.È in quest’ottica nasce nel 2012 il Food Revolution day, iniziativa globale che promuove la cucina sana ed è rivolta soprattutto ai bambini, chiamati in cucina come protagonisti.

E quindi, al grido di battaglia “Stand up for real food!” che si cucini, che si mettano le mani in pasta, che si combinino gli ingredienti usando i sensi e parecchia allegria!

E così sia fin dall’infanzia, per conoscere il cibo e farselo amico. Venendo alle sue ricette, quello che dà gioia (e crea dipendenza) è l’estrema varietà degli abbinamenti, l’uso spregiudicato di spezie e di cipolla e di aglio e di menta, insomma, di quelli che una volta si chiamavano familiarmente “odori”, che aprono percorsi organolettici nuovi e felici.

Che si mangi bene insomma! E sano. I suoi piatti spaziano, da un punto di vista calorico, passando da bilanci impegnativi fino a varianti leggere, che sono numerose e sempre sfiziose. Insomma, invece di una lasagna potete abbordare una melanzana ripiena di lenticchie e riso, che vi porterà lontano sui sentori esotici del cumino. Oppure potrete scoprire insalate veloci con ingredienti mai considerati prima (confesso che non sapevo cosa fosse il salmone affumicato sott’olio, ma da quando l’ho provato in insalata con tropea, avocado e senape, lo tengo in dispensa tra gli ospiti d’onore). Non comprerete mai più le pallide svizzere dal macellaio, quando avrete imparato a confezionarle da voi aggiungendo qualche ingrediente magico alla carne. Insomma, mi fermo qui, perché non voglio mettere a dura prova i vostri buoni propositi di arrivare al pranzo senza passare dalla merenda.

La versione Italiana di Jamie Magazine strizza l’occhio alla nostra cucina, ci corteggia, ma propone anche parecchi piatti che arrivano da altri angoli del pianeta. E vale la pena di provarli. Un’ultima dritta, molto in sintonia con i tempi di crisi che, ahimè, stiamo attraversando: Cucina Smart con Jamie Oliver, poca spesa, piatti gustosi e senza sprechi: 120 ricette superbuone e low cost.

In somma ce n’è per tutti i palati e per tutte le tasche.

Buon appetito!