Il CrossFit è un programma di rafforzamento fisico ideato da Greg Glassman negli anni settanta, ma in Italia la mania è esplosa solamente negli ultimi anni.

Fioriscono le palestre specializzate e se ne parla molto, anche e soprattutto sul web.

Ma cos’è il CrossFit?

Cross in inglese significa incrocio, mescolanza.

Consiste, in pratica, in un mix di sollevamento pesi, esercizi a corpo libero e allenamento cardiovascolare, riuniti in un’unica sessione ad alta intensità, ogni volta differente, della durata di circa 1 ora, in cui sono chiamati a lavorare, indistintamente, tutti i muscoli del corpo.

Chi lo pratica si appassiona a tal punto da non poterne fare a meno; chi non lo ha mai provato considera i crossFit addicted dei pazzi invasati.

D’altronde il crossFit è così;  non conosce mezze misure: o lo si ama o lo si odia per sempre.

Di fatto non si tratta solo di praticare uno sport, ma è una vera e propria filosofia di vita.

Se all’inizio lo si prova con l’idea di dimagrire o modellare il proprio fisico, diventa poi una sfida costante ad andare oltre i propri limiti.

Chi lo pratica con passione sostiene che fare crossFit sviluppa una forte determinazione e che si affrontano tutte le difficoltà con un atteggiamento diverso. Il crossFit dona un’energia nuova, fisica ma anche e soprattutto mentale.

Con il crossFit si rafforza infatti anche la resilienza, vale a dire la capacità di sopportare nel tempo fatica e stress: ogni allenamento diventa una sfida contro se stessi e richiede, quindi, anche una notevole preparazione mentale.

Il crossfitter ad ogni allenamento si trova a confrontarsi con se stesso, in un continuo graduale e costante miglioramento sostanziale.

Ecco che allora l’allenamento fisico diventa un allenamento anche per la mente.

Ma attenzione: anche il confronto con gli altri è molto importante.

Pare infatti che l’allenamento sia un momento importante di condivisione tra le persone che lo praticano attraverso l’impegno dei singoli verso la realizzazione di un obiettivo comune e partecipato.

Ci sono però anche degli aspetti negativi.

La domanda più diffusa è: il crossfitter è veramente in grado di riconoscere i propri limiti per non rischiare di farsi male?

Ed infatti pare che l’incidenza degli infortuni sia abbastanza alta.

Proprio per questo è assolutamente bandito il fati da te e le sessioni devono essere sempre effettuate sotto il controllo di un istruttore esperto in strutture certificate.

Personalmente sono abbastanza contraria agli estremismi ma… mai dire mai…

E voi che ne pensate?