Ciao a tutti.

È un po’ che non parliamo di libri.

Se qualcuno di voi ha letto la mia presentazione ai tempi della nascita di questo blog, forse ricorderà che la mia caratteristica è quella di essere una vorace lettrice. Io soffro di un disturbo ossessivo compulsivo nei confronti della lettura, non posso vivere senza e leggo una marea di storie che poi, regolarmente, dimentico.

Eppure raramente mi soffermo a parlare di libri.

Un po’ perché la lettura è un piacere intimo e personale, un po’ perché se i libri che leggo sono veramente tanti (e li finisco tutti), rimango affascinata e impressionata da pochi.

Questo week end però mi sono imbattuta in Elena Ferrante, con la sua quadrilogia “l’amica geniale” e devo ammettere che, come non accadeva da tempo, mi sono ritrovata a divorare letteralmente il primo romanzo, perdendomi nella narrazione-fiume di questa storia.

Elena Ferrante narra di un’amicizia femminile, tra Raffaella Cerullo (detta Lina o Lila), figlia del ciabattino del quartiere, ed Elena Greco (detta Lenuccia o Lenù), figlia dell’usciere comunale; della loro infanzia e dell’adolescenza vissuta quasi interamente nei confini di un rione napoletano, negli anni Cinquanta. Le due protagoniste dapprima bambine, e poi adolescenti, si muovono in un quartiere miserabile della periferia napoletana, vivono una realtà dura, difficile, tiranneggiata da uomini volgari e spesso violenti, dove l’ignoranza dilaga e i buoni sentimenti fanno fatica ad emergere, schiacciati dall’asprezza della quotidianità.

Al di là della storia, certamente avvincente, che mi ha spinto a divorare il primo volume, e a comprare il secondo, quello che però più mi ha colpito sono stati il potere dell’amicizia tra due donne che vivono agli opposti: Elena disciplinata e diligente cercherà il riscatto tramite lo studio; Lila, sposa adolescente, sceglierà di non allontanarsi dal rione. Eppure la vita dell’una è legata e condizionata dalla vita dell’altra. Il romanzo delinea con abilità la natura complessa di questa amicizia: il modo di influenzarsi a vicenda, i sentimenti buoni ma anche quelli cattivi, le difficoltà, le paure, il disagio, l’invidia, la competizione, e i momenti di inaspettata dolcezza.

Elena e Lila sono l’una per l’altra l’amica geniale.

E questa eterna competizione tra loro, rispecchia le lotte intestine del rione: ricchi e poveri; forti e deboli; ma soprattutto maschi e femmine.

E in questa lotta, in una realtà capeggiata (mi si passi il termine) dai maschi, forse in verità sono le donne a dirigere la storia.

Provate a leggerlo e poi ditemi se Lila e Lenuccia non sono due bellealquadrato.