Se durante una passeggiata per Bologna vi trovate dalle parti di via D’Azeglio vi consiglio di arrivare alla chiesa del Corpus Domini per vedere almeno una volta il corpo di Caterina de’ Vigri, monaca artista del quattrocento bolognese. La chiesa si trova in via Tagliapietre, dove, in una cappella del Santuario, è ancora conservato il suo corpo integro.

Caterina nasce a Bologna nel 1413 da una nobile famiglia di giuristi, per l’esattezza nasce in via de’ Toschi dove oggi c’è il palazzo delle poste. Si trasferisce da bambina a Ferrara dove il padre è chiamato come ambasciatore alla corte estense e diventa dama di compagnia di Margherita D’Este, una delle figlie del duca Nicolò III.

In una delle corti più vivaci del XV secolo, Caterina viene educata alle arti, alla musica e alla poesia, studia il latino e suona il liuto. Si appassionerà al bel canto, alla danza e alla pittura. Di lei si ricorderà un bel dipinto che ritrae Sant’Orsola con le sue compagne e Santa Caterina inginocchiata davanti a loro, conservato presso la Pinacoteca nazionale di Venezia.

Caterina de’ Vigri è considerata il primo esempio di donna artista del Rinascimento, anche se la sua arte, raffinata ed elegante, sarà oscurata dall’aurea di santità che l’avvolgerà ancora in vita.

Infatti seppur attenta e sensibile interprete di tele a soggetto religioso e di miniature di codici da lei stessa scritti, quello che oggi richiama di più l’attenzione dei bolognesi è la sua storia.

A soli quattordici anni Caterina decide di abbandonare la vita di corte per entrare nel convento del Corpus Domini e seguire la regola delle clarisse. Vivrà in clausura fino al 22 luglio 1456, quando verrà richiamata a Bologna per fondare un nuovo monastero detto anch’esso del Corpus Domini e diventarne badessa. Già molto conosciuta in città, tutti parlano dell’ottima educazione che le giovani aristocratiche potranno ricevere nel suo convento, destinato a diventare fucina di cultura al femminile.

Caterina vivrà a Bologna solo sette anni e morirà il 9 marzo 1463. Sepolta nella terra viva il suo corpo verrà riesumato dopo due settimane in quanto“emanava un profumo di indescrivibile dolcezza, riempendo l’aria tutt’intorno”. E’ quello che leggiamo nella biografia scritta dalla consorella Illuminata Bembo, che ben descrive questo momento:

«La defunta divenne di colore bianco, bella, intatta, come se fosse ancora viva, le unghie non erano annerite ed Ella emanava un odore delizioso. Tutte le sorelle erano profondamente agitate; il profumo si diffondeva nella chiesa e nel convento, impregnando le mani che L’avevano toccata, e non sembrava esserci alcuna spiegazione».

Oggi possiamo vedere Caterina de’ Vigri seduta su uno scranno nella cappella appositamente costruita per ospitarla, ancora vestita con l’abito monacale, il corpo minuto, i piedi nudi e nelle mani un antico breviario scritto e miniato da lei.