Girovagando per il web mi è saltata agli occhi la notizia pubblicata dal Messaggero di Roma a fine agosto, che racconta la storia di Dalila, una giovane donna di Latina contattata da un’agenzia interinale per lavorare presso un panificio.
Dopo aver superato brillantemente il colloquio di lavoro ed essere stata convocata il lunedì successivo per cominciare il periodo di prova, la Signora ha ricevuto un messaggio su Facebook dalla responsabile dell’agenzia di collocamento, con il quale veniva disdetto il periodo di prova da parte dei titolari del panificio. Motivazione? Aspetto esteriore non consono.
Sembra che, secondo i titolari, la signora fosse troppo sovrappeso per svolgere agevolmente le mansioni previste dal contratto di lavoro.
Che dire di questo ripensamento improvviso? Del fatto che non vi sia stata nessuna valutazione delle capacità o della professionalità della lavoratrice? La notizia si commenta da sé…

Ora al di là delle modalità di disdetta tramite messaggio Facebook (sarò troppo all’antica?),  questa notizia mi ha portato ancora una volta a riflettere sul tema: lavoro e discriminazione.

La domanda è: bisogna essere magri/e e belli/e per lavorare?

Cosa significa bella presenza?

Nel gergo del recruiting, “bella presenza” dovrebbe significare cura della persona, ordine, pulizia, abbigliamento appropriato, educazione e cortesia. In teoria quindi chiunque potrebbe avere una bella presenza…

In teoria… perché il c.d. beautism  miete numerose vittime sia in base alla bellezza in senso stretto, sia in base al peso corporeo.

Negli USA dove il numero degli obesi è notoriamente alto,  risale al 2011 uno studio pubblicato dal Journal of Applied Psychology, sul rapporto reddito-peso corporeo i cui risultati sono a dir poco agghiaccianti: è emerso infatti che le donne in sovrappeso guadagnano  dai 9mila ai 19mila dollari in meno ogni anno rispetto alle colleghe di taglia standard, mentre al contrario le donne più magre guadagnano sino a 22mila dollari in più.

A rimarcare ancor di più la discriminazione nell’ambito lavorativo vi è inoltre la circostanza che, con riferimento agli uomini, il reddito da lavoro non subisce alcuna variazione collegata al peso corporeo.
E purtroppo tale trattamento non riguarda solo le lavoratrici d’oltreoceano, dal momento che un trend analogo è stato rilevato anche in Finlandia, Gran Bretagna e Francia.

E mentre il Casinò di Atlantic City è nella bufera perché impone alle dipendenti di non ingrassare dopo l’assunzione (qui la notizia del 25 settembre), in Italia che succede? Ho cercato a lungo in rete, ma pare che allo stato non vi siano studi che approfondiscano il collegamento occupazione -bella presenza / peso e ancor meno il rapporto reddito -  bella presenza / peso.

Ciò probabilmente poiché sono i dati sull’occupazione femminile in generale ad essere di per sé molto preoccupanti, dal momento che l’Italia ha un tasso di occupazione femminile talmente basso da collocarci tra gli ultimi in Europa, seguiti solo da Grecia e Malta.

Ad ogni buon conto, mi è venuto spontaneo domandarmi se Il caso di Latina sia isolato oppure sia solo la punta di un iceberg.

Il beautism miete vittime anche in Italia?

Se andiamo a spulciare gli annunci di lavoro spesso leggiamo “Richiesta bella presenza”, “si richiede fotografia a figura intera” laddove sembrerebbe non essere necessaria una certa immagine per svolgere il lavoro offerto.

E’ ovvio che un aspetto gradevole e ordinato ed un abbigliamento appropriato siano comunque un fattore determinante per il buon esito di un colloquio di lavoro, ma non dovrebbe essere richiesto, dal punto di vista estetico, nulla di più.

Accade invece che, soprattutto  per quanto riguarda le donne, uno dei fattori di discriminazione nell’accesso al lavoro sia proprio quello estetico. Se è vero quindi che, una volta assunte, le persone sovrappeso non vengono retribuite diversamente dalle altre, l’aspetto fisico in generale e principalmente il peso corporeo, influiscono nella scelta di un candidato rispetto ad un altro, soprattutto se si parla di donne.

Che dire? Dopo tutto questo parlare dovrei concludere il post con una bella frase ad effetto ma, davvero, per una volta non trovo le parole…

Voi cosa ne pensate?