I Disturbi del Comportamento Alimentare sono un problema sempre più urgente. La maggioranza dei disturbi di questo tipo si sviluppa in soggetti di sesso femminile (anche se i maschi coinvolti sono sempre di più) con un’età di esordio, fra i 10 e i 30 anni, e picchi intorno ai 14-18 anni. Ultimamente tuttavia, sono stati rilevati, anche se in misura minore, disagi alimentari in età infantile e/o pre-adolescenziale.

Come mamma di due figlie femmine, spesso mi domando che percezione hanno le mie bambine di loro stesse, del loro carattere e del loro corpo.

Tralasciando la più piccola, che all’età di soli tre anni vive il periodo in cui tutte le bambine si sentono meravigliose principesse, mi sono trovata spesso a parlare con la più grande del suo aspetto fisico e della necessità di amare e accettare se stessi.

Mia figlia ha 8 anni, è alta 146 cm. e pesa 30 kg. È sottile come un giunco, fa sport tre volte a settimana ed è sempre in movimento… eppure… dichiara che morirebbe se mettesse su qualche chilo!!! Ed infatti, pur essendo molto golosa di qualunque cosa contenga cioccolato mangia poco e lascia sempre del cibo nel piatto, con grande nervoso di mamma e papà…

Non lo dice apertamente ma ha lasciato intendere che teme da grande di mettere su peso come la mamma (che qualche chilo da perdere ce l’avrebbe eccome!)

Parlando con lei, noi genitori abbiamo cercato di spiegarle che peso e magrezza non sono la stessa cosa! Una persona molto alta può pesare parecchi chilogrammi in più di un’altra di statura inferiore ed essere più magra. La bambina fino a poco tempo fa era convinta, infatti, di essere più grassa delle sue compagne di classe perché pesava più di loro, senza tenere conto del fatto che è molto più alta …

Pur non avendo mia figlia un disturbo del comportamento alimentare, da tempo mi chiedo come devo comportarmi per aiutarla ad avere un rapporto sano con se stessa e con il cibo e soprattutto a non sviluppare crescendo una preoccupazione eccessiva nei riguardi del corpo.

Ho fatto qualche ricerca e ho capito che l’immagine corporea non è solamente il corpo così come lo vediamo allo specchio, ma è costituita sia dall’immagine mentale della forma, della dimensione e della taglia del corpo sia dai sentimenti che proviamo rispetto a queste caratteristiche e alle singole parti fisiche.

Ho letto vari studi che spiegano come l’immagine corporea sia legata alla propria globale autostima e che un’immagine corporea negativa da piccoli può condurre allo sviluppo della depressione e dei disturbi del comportamento alimentare.

Parlando con mia figlia e le sue amichette ho realizzato come già alla scuola primaria i bambini valutano la propria immagine e spesso si focalizzano in modo specifico sul peso e sulla forma corporea.Gli articoli letti in rete concordano poi nel ritenere che all’incirca il 40% delle bambine ed il 25% dei bambini delle scuole elementari sono insoddisfatti del loro aspetto e vorrebbero essere più magri anche quando sono normo o sotto-peso.

Allarmante, non credete?

Sicuramente nella percezione che i bambini hanno di loro stessi, un ruolo importante è giocato da noi genitori. Credo che sia molto importante che parliamo con i nostri bambini, per spiegare loro con termini semplici che l’estetica del bello e del magro non può e non deve essere la chiave interpretativa del valore sociale. Purtroppo invece spesso siamo la fonte involontaria delle preoccupazioni dei nostri figli nei confronti del proprio aspetto, o perché li spingiamo a dimagrire o comunque a controllare il loro peso oppure perché spesso, riferendoci a noi stessi, parliamo di fronte a loro di diete o della necessità di limitare alcuni cibi come pane e pasta, insinuando in loro, pur non volendo, l’idea che non si debbano mangiare affatto.

Dovremmo invece prenderci del tempo per spiegare ai bambini che il cibo è un amico, un nutrimento e una fonte di vita e, perché no, anche un piacere e cercare di essere per loro l’esempio positivo di un rapporto sano con il proprio corpo e con l’alimentazione.

Voi cosa ne pensate?