Sono nata ad Imperia, qualche anno fa, in un contesto familiare da sempre dedito al lavoro inteso come impegno, fatica, determinazione e costanza. Il mondo della frutta e verdura, nascosto nei meandri della notte e della mattina d’aurore e di albe, ha caratterizzato la mia prima visione del mondo, accompagnata dalla “straordinarietà” del mestiere di mio padre, sommozzatore e palombaro.

Da una parte dunque la fatica pura, l’arte del commercio, il combattere giorno per giorno: dall’altra, gli immaginifici racconti di mari lontani e fondali pieni di relitti, su cui costruire le mie prime fantasie. Un’infanzia ed una pubertà molto ricche di esperienze, dunque, che andranno poi a caratterizzare il mio modus ponendi nei confronti del mondo. Il primo impatto con la realtà “negativa” di un mondo fatto prima di caramelle e zucchero filato è stata la separazione dei miei genitori: una delle prime dopo l’approvazione della legge sul divorzio. Ad oggi, una grande cosa: ai tempi, vivere la discriminazione automatica del tuo ambiente circostante (chi non ricorda quando si diceva che i figli dei separati erano tutti un po’ strani e da evitare?), non è stato per nulla facile.

La prima scelta della scuola magistrale la devo un po’ anche a questo, sicuramente: ma la decisione di non portare avanti l’azienda, ormai più che florida, di famiglia, e di buttarmi a capofitto nel mondo dei capelli è figlia dei primi anni di vita. Il primo anno a Londra, da Vidal Sassoon, conclusosi con il premio di miglior allieva dell’anno; la rinuncia a rimanere in un contesto internazionale, dovuta alla ricerca di una maggiore consapevolezza di sé prima di affrontare il luccicante mondo della moda. L’apertura del primo negozio, poi del secondo, e l’apertura di una delle prime scuole private italiane, la Hair School International, facendo avanti ed indietro da Londra per gli aggiornamenti e per mantenere vivi e saldi i rapporti commerciali e stilistici.

Ad un certo punto, poi, uno di quegli avvenimenti che può cambiare le tue sorti: l’incontro con la persona che ancora oggi è mio marito è stato quello che, a livello interiore, ha dato la più grande svolta alla mia vita: due figlie meravigliose, un amore che dura tuttora dopo quasi diciotto anni, la scelta di cambiare città, da Imperia a Reggio Emilia. Città forse grigia ma piena di opportunità, eccezionale a livello logistico: tornata dunque, per integrarmi, a lavorare in un salone per tre giorni alla settimana; e intrapreso con più forza la strada dello stile e della formazione, allargando sempre di più la rete di contatti in Italia ed in Europa, dove tuttora svolgo il mio lavoro preminente.

Conoscere città, paesi, realtà diverse mi ha sempre aiutato a capire le differenti esigenze di ogni singola persona; il cliente innanzitutto, che per la sottoscritta è e rimane un essere umano calato nella propria realtà, sociale e lavorativa, e che chiede a chi si occupa dei suoi capelli di avere una speciale attenzione alle sue priorità. Da tutto questo arrivo io: l’ultimo incontro con Francesca Ventura, di Chimicazero a Bologna, dove lavoro il giovedì e venerdì, è figlio di una ricerca mai doma di avvicinarsi il più possibile alla soddisfazione completa del cliente. Con uno sguardo alla moda ed uno all’umanità.

Sabrina ha scritto per noi

Obiettivo sorriso completo

Gli occhi sono lo specchio dell’anima

Proviamo il raccolto

 

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